
Nel difficile contesto di perdere un membro della famiglia, è essenziale comprendere i diritti legali e i risarcimenti disponibili per coloro che sono sopravvissuti a una tragedia così dolorosa. In caso di un atto illecito che arrechi danni molteplici, ogni persona offesa ha il diritto a un risarcimento completo per tutti i danni subiti, sia quelli di natura relazionale sia quelli di natura morale.
Diritto al Risarcimento Completo
Nel caso di perdita di un membro della famiglia, tutti i parenti sopravvissuti hanno il diritto di ricevere una somma di denaro che copra i danni non patrimoniali subiti, come il dolore e la sofferenza. Questo risarcimento è valutato in base a diversi fattori, come la durata e l’intensità della relazione, le caratteristiche della famiglia superstite e altre circostanze rilevanti. La convivenza non è l’unico fattore che dimostra l’intimità dei rapporti familiari, ma solo uno dei vari elementi probatori utili a dimostrare l’ampiezza e la profondità del legame affettivo tra i parenti.
Definizione di “Società Naturale”
Limitare la definizione di “società naturale” all’ambito della sola famiglia nucleare non è corretto, perché escluderebbe automaticamente il risarcimento dei danni relazionali a favore dei parenti non conviventi con il defunto. La legge riconosce che l’intimità familiare può esistere anche al di là della convivenza fisica.
Danno Morale Soggettivo e Danno Relazionale
Il danno morale soggettivo può essere valutato e liquidato insieme al danno relazionale, senza costituire una duplicazione del risarcimento. Il primo è basato sull’articolo 32 della Costituzione italiana, mentre il secondo sull’articolo 29. Queste disposizioni legali garantiscono che i parenti sopravvissuti ricevano un risarcimento adeguato per il dolore emotivo e la sofferenza causati dalla perdita del loro caro.
Calcolo del Risarcimento Non Patrimoniale
Per calcolare il risarcimento non patrimoniale dovuto per la perdita di un membro della famiglia, sia per quanto riguarda il danno relazionale sia per quanto riguarda la sofferenza soggettiva, il giudice può stabilire una somma inferiore al minimo previsto dalle Tabelle Milanesi solo in casi eccezionali e particolari che non sono presenti nella mancanza di convivenza tra le parti coinvolte. Quest’ultima può giustificare solo una valutazione all’interno dell’intervallo di valori delle Tabelle, mentre altri fattori possono determinare una liquidazione inferiore al minimo previsto dalle Tabelle, come la mancanza di un forte legame affettivo, dissapori intrafamiliari o l’anaffettività del superstite nei confronti del defunto.
In conclusione, è fondamentale consultare un esperto legale per comprendere appieno i diritti e i risarcimenti disponibili in caso di perdita di un membro della famiglia. La legge è progettata per proteggere i parenti sopravvissuti e assicurare che ricevano il supporto finanziario di cui hanno bisogno durante un momento così difficile nella loro vita.
Tabelle danno non patrimoniale – Edizione 2022 – Tribunale di Milano (giustizia.it)

