La recente sentenza n. 30394 del 2 Novembre 2023 della Corte di Cassazione, Sezione III, fornisce un chiarimento cruciale sulla responsabilità civile in casi di cadute su marciapiedi dissestati. Il caso in esame proviene dal territorio di Sassari, dove, nel Gennaio 2015, un cittadino ha subito gravi danni a seguito di una caduta causata dallo stato dissestato del marciapiede.
Nonostante l’assenza di mattonelle e la presenza di tombini non segnalati, la Corte ha stabilito che nessuna responsabilità può essere attribuita al Comune se la caduta è conseguenza della condotta imprudente del cittadino, che avrebbe potuto prevedere e superare la situazione di pericolo adottando normali cautele.
Questa decisione si basa sulla constatazione che, nonostante fosse sera e piovesse, l’incidente è avvenuto in una zona centrale con illuminazione pubblica adeguata. Le fotografie del luogo mostrano chiaramente il dissesto, evidenziando che era facilmente percepibile e non occultato da ostacoli.
La Corte ha riconosciuto che la presenza di illuminazione, la staticità dell’anomalia e la sua visibilità imponevano al cittadino un dovere di cautela, attribuendo quindi la caduta esclusivamente alla sua imprudenza e distrazione. Tale valutazione interrompe il nesso causale, esonerando l’ente da ogni responsabilità.
Questo caso sottolinea l’importanza dell’autoresponsabilità nell’uso delle strutture urbane e stabilisce un precedente significativo nella giurisprudenza riguardante la responsabilità civile per danni da cose in custodia.

